Sosa : 106.862
Conte

  • Nato circa 1509
  • Deceduto il 4 luglio 1573 , all'età di forse 64 anni
  • Letterato e militare

 Genitori

  • sosa Marco Coriolano Brembati, Conte Palatino , nato nel 1487, deceduto nel 1548 all'età di 61 anni, Nel 1516 fu mandato da Massimiliano d’Austria contro Venezia. Egli però rifiutò per non mancare al giuramento fatto verso Venezia stessa (Lettera esistente nell’Arch Brembati)
    Sposato nel 1512 con
  • sosa Maddalena Gambara, nata nel 1494, deceduta dopo 1575

 Matrimoni e figli

 Note

Nota dell’individuo

Noto letterato, esperto in scienze militari e valente spadaccino. Mecenate. Celebrato dall’Aretino, Orazio Brunetti e Bernardo Tasso. Non ebbe discendenza maschile legittima. Nominato colonnello dell'esercito spagnolo nel gennaio 1557, militò sotto Carlo V e Filippo II. Fattosi filospagnolo, nel 1563 fu con il fratello Achille tra i principali protagonisti della feroce faida con gli Albani e i Grumelli. Nel maggio 1564 fece assassinare il Cav. Gian Battista Grumelli. Direttamente coinvolto nella vicenda dell’assassinio del fratello Achille. V. l’articolo di Ranieri Medolago Albani "I due figli del Cavalier Giacomo Albani (Segreti e intrighi a Bergamo tra XV e XVI secolo)" da “La Rivista di Bergamo”, XLII n. 4, Aprile 1991, pp. 5-24; n. 5-6, Maggio-Giugno 1991, pp. 16-22; n. 7, Luglio 1991, pp. 20-27 Gennaio 1557. Il Collateral Generale si presenta ai rettori di Bergamo chiedendo che prendano provvedimenti contro il conte Gianbattista Brembati, appena nominato colonnello dell’esercito spagnolo, perché spia, in complicità con uno Sforza Visconti e un dall’Olmo, bandito da Bergamo e residente a Milano. La nomina a colonnello sarebbe stata infatti premio dell’attività a favore dello straniero; Ottobre 1560 Gianfrancesco e Giandomenico Albani (n.c. 1533), figli del Collaterale, con l’aiuto di tale Ottaviano Barcella, di un cavalleggero di Milano detto “il Vallino”, di alcuni archibugieri, tra i quali un certo Geronzio, tendono di sera un’imboscata presso l’attuale Porta S. Giacomo al conte Gianbattista Brembati. Questi però, con i suoi quattro bravi, si difende bene e riesce a sottrarsi agli aggressori. Autunno 1561 A Venezia viene scoperta la trama, ordita da Gianbattista Brembati, per far assassinare Gianfrancesco Albani ivi confinato. Carlo Frasone, incaricato del “negozio” dal Brembati, si sottrae all’arresto con la fuga a Milano ed il suo mandante, avvisato in tempo, lo segue 26 febbraio 1562 È celebrato il processo al contumace Gianbattista Brembati. Riconosciuto colpevole, è condannato al bando perpetuo dalla Serenissima e sulla sua testa vien posta una taglia di tremila lire di “pizzoli”, vivo o “fatta legittima fede dell’interfetione”. A Bergamo polemiche, ire, contestazioni e gran rumore, sollevato dai Brembati e aderenti, i quali gridano all’ingiustizia e ad un’ulteriore prova della soperchieria del Collateral Generale. Né gli Albani sembrano placati poiché l’avversario vive ancora tranquillamente a pochi decine di miglia, sotto la protezione spagnola e senza minimamente patire le pene dell’esilio, dotato com’è di larghi mezzi finanziari e di amicizie altolocate primi di maggio 1564 Si sparge la notizia dell’assassinio a colpi d’archibugio del cavalier Gianbattista Grumelli, il quale aveva sposato Maria, figlia di Gabriele Albani, lontano cugino di Giangirolamo ex Collateral Generale. Fra gli assassini è riconosciuto un servitore di Gianbattista Brembati, Stefano da Treviglio; il mandante è quindi sicuramente il suo padrone. La madre dell’ucciso, Medea, con i fratelli Giangirolamo e Marcantonio, va a Venezia a chiedere giustizia; 17 maggio 1564 Il Consiglio dei Dieci fa pubblicare il bando di ricerca di Stefano da Treviglio e di Gianbattista Brembati, con salvacondotto per quest’ultimo, purché si presenti entro quindici giorni alla giustizia veneta; 26 luglio 1564 Processo e sentenza contro Gianbattista Brembati e Stefano da Treviglio, contumaci. Il trevigliese viene condannato al bando perpetuo, con taglia di duemila lire di pizzoli, vivo o morto. Il Brembati viene nuovamente bandito con una taglia aggiuntiva di mille ducati, vivo o morto e la facoltà per chi lo avesse catturato, o ucciso, di liberare altri ed anche se stesso dal bando; Primi di agosto 1564 Il Consiglio dei Dieci fa pubblicare a Bergamo un proclama che, oltre a garantire l’impunità, promette taglie da quattrocento a mille pizzoli per chi dia informazioni sugli altri assassini del Grumelli. Se poi un complice riuscisse ad uccidere Gianbattista Brembati, avrebbe l’impunità e tutti i benefici contenuti nella condanna del 26/7. Il Brembati, preoccupato, chiede ed ottiene (17 agosto) dal governatore di Milano il permesso di aumentare la sua scorta di bravi fino al numero di “veynte y quatro”; 16 marzo 1573 Il Consiglio dei Dieci delibera che: “in gratificatione dell’Ill.mo Sig. Don Giovanni d’Austria et per le cause importanti, che hora sono state esposte, sia fatta gratia al conte Z. Battista Brembato che sia liberato dalli bandi datili per questo Consiglio sotto il 26 fevrer e 26 luio 1564, con questa però conditione espressa che non possi andar nella cità nostra di Bergamo in vita sua, sì come è stà fatto nella liberation delli Albani”; 4 luglio 1573 Muore in esilio, all’età di circa 64 anni, il conte Gianbattista Brembati dopo una vita avventurosa, drammatica, violenta, “continuo esercizio d’armi e di lettere” ed emblematica dei gentiluomini italiani del suo tempo

 Fonti

  • Nascita, morte: Società Storica Lombarda

  Foto & documenti

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 Anteprima dell’albero

sosa Bartolomeo Brembati, Conte Palatino †1506   sosa Antonia Rivola Mazzucconi †/1494   sosa Pagano di Savorgnan   sosa ? ?   sosa Bruno Gambara, Conte Gambara †1468   sosa Ginevra Nogarole 1417-1468    
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sosa Giovanni Davide Brembati, Conte Palatino /1470-1519   sosa Antonia di Savorgnan   sosa Gian Pietro Gambara, Conte   sosa ? ?
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sosa Marco Coriolano Brembati, Conte Palatino 1487-1548   sosa Maddalena Gambara 1494-1575/
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sosa Giovanni Battista Brembati, Conte ca 1509-1573


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